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La vera Sapienza: Giacomo 3:13-18

sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 9 novembre, 2008 ---- cmd -----
parole chiavi: saggezza, sapienza, gelosia, contese, stoltezza, purezza, mansuetudine, mite, mansueto.
descrizione del sermone: un confronto fra la sapienza terrena e la sapienza da Dio, che esamina il frutto di entrambi. Lo scopo è di aiutarti a cercare la vera sapienza.

Audio:

Tu, ti consideri saggio o saggia? Questa domanda non mira a capire se usi o no la parola “saggio” quando pensi a te stesso, ma quanto ti fidi del tuo ragionamento. Se per abitudine, ti affidi quasi ciecamente ai tuoi ragionamenti e al tuo discernimento, a come le cose sembrano a te, allora, che tu te ne renda conto oppure no, ti consideri saggio o saggia.

Ecco quello che la Parola di Dio dichiara a chi si considera saggio ai propri occhi:

Non ritenerti savio ai tuoi occhi, temi l’Eterno e ritirati dal male;” (Proverbi 3:7 LND)
Hai visto un uomo che si crede saggio? C’è maggiore speranza per uno stolto che per lui,” (Proverbi 26:12 LND)
Guai a quelli che sono saggi ai loro occhi e intelligenti davanti a loro stessi!” (Isaia 5:21 LND)

Chi crede di essere saggio per conto suo ha una sapienza terrena. Esiste però un altro tipo di sapienza, la sapienza che viene da Dio. Oggi, vogliamo considerare queste due forme di sapienza e i loro frutti. La mia preghiera è che ognuno di noi possa ricercare la sapienza che viene da Dio.

-- Che cos'è la sapienza

Iniziamo considerando che cos'è la saggezza, ovvero la sapienza. La saggezza è diversa dall’intelligenza.

Essere intelligenti, di solito, vuol dire conoscere fatti. Una persona molto intelligente sa tante cose, e spesso conosce la risposta alla domanda che le viene posta. Il mondo stima molto gli uomini intelligenti, coloro che sanno fare, che sono molto competenti in qualche campo. È importante ricordare che, per quanto qualcuno sia esperto in un certo ambito, è ignorante in tantissime altre materie. Comunque sia, il mondo premia l’intelligenza.

Tuttavia, il fatto di essere intelligenti, di sapere tante cose, non significa saper usare quell'intelligenza per scopi buoni. Si può usare l’intelligenza a fin di bene o per un fine malvagio. Ci sono malviventi che hanno una grande conoscenza grazie alla quale compiono atti disonesti. Ci sono persone brave a capire come fare per guadagnare tanto denaro o altro, però poi arrivano al giudizio finale spiritualmente povere. L'intelligenza non reca loro alcun vero beneficio eterno.

Invece, possedere la sapienza significa saper usare l’intelligenza, le varie capacità e i mezzi che uno ha per i traguardi migliori, quelli che portano veri benefici eterni.

Ossia, essere saggi vuol dire saper adoperare la propria intelligenza ed altre capacità per traguardi veramente buoni, anzi, per le mete migliori. Il contrario della sapienza è la stoltezza.

Allora, una persona può essere molto intelligente, ma allo stesso tempo, molta stolta, se usa la sua intelligenza per ottenere risultati che alla fine saranno distrutti per sempre. Per esempio, Gesù ci insegna che se qualcuno impiega la sua intelligenza per cercare di stare bene in questa vita e trascura la sua condizione spirituale, non prestando attenzione agli avvertimenti che Dio gli dà, quell'uomo rimarrà sotto il giudizio eterno, e tutto quello per cui avrà faticato non gli gioverà a nulla. Questa è vera stoltezza. Una persona simile è intelligente, ma non saggia.

Chiaramente, gli uomini non vogliono ritenersi stolti ai propri occhi. Perciò, hanno inventato una sapienza umana, terrena. La sapienza terrena porta un frutto terribile, mentre la sapienza dall'alto, che viene da Dio dà un frutto meraviglioso. In questo sermone, vogliamo capire meglio qual è la vera sapienza, quella che procede da Dio, e vogliamo confrontarla con la sapienza terrena. Il mio scopo è di stimolare ciascuno di noi a ricercare la vera sapienza.

Giacomo 3:13-18

Il passo che vogliamo esaminare è Giacomo 3:13-18. All'inizio di questo capitolo, Giacomo parla del pericolo di considerarsi saggi ai propri occhi, e di volere essere maestri senza pensare alle conseguenze di eventuali insegnamenti sbagliati. Chi si comporta così è stolto, non saggio.

Il brano di oggi ci spiega che cos'è la vera sapienza. Leggiamo Giacomo 3:13-18.

13 Chi è savio e intelligente fra voi? Mostri con la buona condotta le sue opere fatte con mansuetudine di sapienza. 14 Ma se nel vostro cuore avete amara gelosia e spirito di contesa, non vantatevi e non mentite contro la verità. 15 Questa non è la sapienza che discende dall’alto, ma è terrena, animale e diabolica. 16 Dove infatti c’è invidia e contesa, lì c’è turbamento ed ogni sorta di opere malvagie. 17 Ma la sapienza che viene dall’alto prima di tutto è pura, poi pacifica, mite, docile, piena di misericordia e di frutti buoni, senza parzialità e senza ipocrisia. 18 Or il frutto della giustizia si semina nella pace per quelli che si adoperano alla pace.” (Giacomo 3:13-18 LND)

Questo brano confronta la sapienza terrena, che porta al male, con la sapienza proveniente da Dio, che produce bene e benedizioni.

Riflettiamo sui due tipi di sapienza e impegniamoci ad avere la vera sapienza, che viene da Dio.

La sapienza terrena

Consideriamo per prima quella che il passo chiama “sapienza terrena”, la sapienza del mondo. Che cos'è la sapienza del mondo o, per meglio dire, ciò che il mondo considera sapienza? Come possiamo riconoscere questa sapienza? Quali sono alcuni dei suoi frutti?

v.14 amara gelosia e spirito di contesa

Iniziamo con il v.14, che ci aiuta a riconoscere la sapienza terrena.

Ma se nel vostro cuore avete amara gelosia e spirito di contesa, non vantatevi e non mentite contro la verità.” (Giacomo 3:14 LND)

Alcune delle caratteristiche della sapienza terrena sono la gelosia e uno spirito di contesa. La gelosia in sé è già molto negativa e malvagia. Qui, viene aggiunto l’aggettivo “amara”. La gelosia ci porta a stare male quando gli altri stanno bene, anche se non manchiamo di nulla. Provare amara gelosia vuol dire avere il cuore agitato quando qualcuno sta meglio di te. Chi ha questa gelosia nel cuore non può stare bene quando gli altri sono contenti, e nemmeno quando le cose procedono bene per lui, perché egli teme che qualcun altro potrebbe stare meglio. La gelosia rovina i rapporti fra le persone.

La parola che viene tradotta con l'espressione “spirito di contesa” è un termine greco che veniva usato per descrivere chi entrava in politica per motivi egoistici e che cercava di portare avanti il suo programma a qualsiasi costo, anche calpestando gli altri. La stessa parola viene impiegata in Filippesi 1:16, quando Paolo descrive coloro che predicavano il vangelo mentre egli era in prigione, e che cercavano così di fargli del male. Vi leggo Filippesi 1:15,16:

“15 Alcuni invero predicano Cristo anche per invidia e contesa, ma vi sono anche altri che lo predicano di buon animo. 16 Quelli certo annunziano Cristo per contesa, non puramente, pensando di aggiungere afflizione alle mie catene,” (Fil 1:15-16 LND)

La sapienza del mondo porta ad avere uno spirito che cerca il proprio bene, e non quello degli altri, il che produce contese. Questo è completamente contrario allo spirito mostrato da Cristo, e che Dio ci comanda di avere, in Filippesi 2:3,4:

3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri.” (Fil 2:3-4 LND)

Cercare il proprio bene, a costo di calpestare gli altri, e provare gelosia sono chiari frutti della sapienza terrena.

Notate la seconda parte del v. 14. Lo leggo di nuovo:

Ma se nel vostro cuore avete amara gelosia e spirito di contesa, non vantatevi e non mentite contro la verità.” (Giacomo 3:14)

Che cosa vuol dire: “non mentite contro la verità”? Il contesto è il seguente: se uno proclama di avere sapienza, mentre ha nel cuore amara gelosia e uno spirito di contesa, allora, non deve vantarsi, affermando di essere saggio, perché comportandosi in quel modo, mente contro la verità. È uno stolto.

Notiamo anche il v.15:

Questa non è la sapienza che discende dall’alto, ma è terrena, animale e diabolica.” (Giacomo 3:15 LND)

La sapienza che porta a provare gelosia e ad avere uno spirito di contesa non viene dall'alto, dal cielo, ma piuttosto è terrena, animale e diabolica. Non ha niente a che fare con Dio. Riflettiamo su questi aspetti della sapienza umana.

è terrena

La sapienza terrena non va oltre questa vita. Non è capace di considerare e capire veramente le cose di Dio, ma si limita alle cose di questa terra. Perciò, non può essere vera sapienza, perché la vita non è limitata alle cose terrene. Visto che la vera vita ha più a che fare con l’eternità che con questo mondo, una cosiddetta sapienza che non giunge fino alle realtà celesti è stoltezza, e non vera sapienza.

è animale

La sapienza del mondo è anche animale. La parola greca tradotta come “animale” è usata anche in 1Corinzi 2:14, dove è resa con l'aggettivo “naturale”.

Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.” (1Corinzi 2:14 LND)

Questo termine indica le qualità dell’uomo che assomigliano alle caratteristiche delle bestie. In altre parole, la sapienza del mondo rende l’uomo simile a una bestia che non sa distinguere le cose di vero valore.

Gesù parla di questo tipo di persona in Matteo 7:6:

Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con i piedi e poi si rivoltino per sbranarvi.” (Mat 7:6 LND)

Gesù non sta disprezzando le persone chiamandole “porci”, ma piuttosto sta spiegando che, come il porco non sa minimamente apprezzare una perla, che è di grande valore, così gli uomini naturali non sanno apprezzare i tesori di Dio. La sapienza terrena non riesce a comprendere il vero valore delle cose che provengono da Dio.

Come il porco preferisce il fango alle perle, così la sapienza terrena porta una persona a preferire le cose che non hanno alcun valore eterno a quelle di vero valore.

è diabolica

Oltre ad essere terrena ed animale, la sapienza terrena è anche diabolica. Essa deriva dalla potenza di Satana.

Vi leggo Efesini 2:1,2, che ci spiega la condizione dell’uomo naturale, e che costituisce quella di ogni credente prima della sua salvezza.

Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza,” (Efe 2:1-2)

Per natura, gli uomini seguono il corso di questo mondo, secondo la guida del principe della potestà dell’aria, ovvero di Satana. Quindi, la sapienza terrena è diabolica. Non reca alcun vero bene eterno.

Il mondo esalta la sapienza terrena, ma essa è appunto solo terrena, animale e diabolica, e non dobbiamo desiderarla, anche se ci porta ad ottenere l’approvazione del mondo.

v.16 compie anche opere malvagie

Il v.16 ci spiega altre qualità della sapienza del mondo. Leggiamolo.

Dove infatti c’è invidia e contesa, lì c’è turbamento ed ogni sorta di opere malvagie.” (Giacomo 3:16 LND)

La sapienza terrena, che produce invidia e contese, porta al turbamento o ad ogni sorta di opere malvagie. Cioè, quando alla radice ci sono invidia e contesa, il frutto finale sarà turbamento anziché pace, e si avranno opere malvagie di ogni sorta, anziché vere buone opere. I buoni rapporti verranno distrutti, e la vita sarà segnata da tanti tipi di peccati.

La sapienza del mondo può sembrare una cosa da desiderare, e infatti, è molto ricercata nel mondo. Tuttavia, genera tanti frutti terribili nella vita.

La sapienza dall’alto

Passiamo ora a considerare la sapienza dall'alto. Come la sapienza terrena produce un frutto cattivo, così la sapienza dall'alto dà un frutto buono, che permette di distinguerla. In questo brano, Giacomo ci elenca le qualità che fanno parte della sapienza che viene da Dio. Questa è la sapienza che ognuno di noi dovrebbe ricercare ardentemente.

Essa controlla tutta la nostra vita

La prima cosa da capire è che la sapienza che viene dall'alto controlla la vita di chi ce l'ha. Notate che Giacomo inizia con la domanda, nel v.13, “chi è savio e intelligente fra voi?”. La parola greca tradotta qui come “intelligente”, in tutto il NT, viene usata solo in questo punto, e anziché avere il significato di possedere un'intelligenza normale, questo termine vuol dire “essere un vero esperto, che sa applicare la sua conoscenza alla vita pratica”. Ossia, l'intelligenza normale riguarda maggiormente la conoscenza di vari fatti, che non sempre incide sulla vita pratica. Invece, l'intelligenza dall'alto è un’intelligenza che viene applicata in ogni campo della vita.

Allora, quando parliamo della sapienza dall’alto, dobbiamo capire che si tratta di una sapienza che guida tutto il nostro comportamento. Non è una semplice conoscenza intellettuale, ma una sapienza che dirige il nostro modo di parlare, di agire e di pensare in ogni situazione della vita.

Un comportamento che dimostra vera sapienza

Il v.13 parla del frutto stupendo che la vera sapienza produce.

Chi è savio e intelligente fra voi? Mostri con la buona condotta le sue opere fatte con mansuetudine di sapienza.” (Giacomo 3:13 LND)

Chi ha la sapienza dall’alto avrà anche una buona condotta, buona secondo il metro di Dio. Non solo, ma le sue buone opere saranno compiute con mansuetudine di sapienza. Il termine “mansuetudine” è molto importante.

Essere mansueti vuol dire vivere umilmente, con fede in Dio, al punto di accettare tutto quello che la Sua provvidenza ci dà, senza lamentarci o resistervi. Significa, perciò, avere pace e accettare quando gli altri peccano contro di noi, sapendo che Dio, con lo scopo di purificarci, permette il male che essi ci fanno,, e sapendo per fede che Dio ci libererà al Suo tempo perfetto. Essere mansueti quindi è il contrario di lottare per far valere i propri diritti o spingere per promuovere i propri interessi.

L'unico modo di essere veramente mansueti è di avere fede nella bontà di Dio e nel suo sovrano controllo sulle nostre circostanze. La persona mansueta non si preoccupa di se stessa, né si agita quando viene offesa o se le si fa del male. La mansuetudine è un frutto dello Spirito Santo.

Essere mansueti vuol dire rimanere calmi nella tempesta, non per forza di volontà, ma tramite una forte fede in Dio.

Perciò, chi è veramente savio e intelligente, lo dimostrerà compiendo buone opere con mansuetudine di sapienza. La vera sapienza, che viene dall'alto, vuol dire essere veramente mansueti.

v.17 Altri stupendi frutti della sapienza

La vera sapienza produce altri meravigliosi frutti nella vita, alcuni dei quali sono elencati da Giacomo nel v.17.

Ma la sapienza che viene dall’alto prima di tutto è pura, poi pacifica, mite, docile, piena di misericordia e di frutti buoni, senza parzialità e senza ipocrisia.” (Giacomo 3:17 LND)

Consideriamo ciascuno di questi frutti.

è pura

La qualità più importante della vera sapienza, ciò che la caratterizza prima di tutto, è che essa è pura. Le altre qualità sono essenziali, ma per prima cosa, la vera sapienza è pura.

La parola greca tradotta con “pura” è “Agnos”, che deriva dal termine “Agios”, il cui significato è “purezza, santità”. Essere santi vuol dire essere separati da tutto ciò che è impuro e non secondo la Parola di Dio.

Quindi, la qualità fondamentale della vera sapienza è la purezza, la santità, cioè la conformità alla Parola di Dio, e di conseguenza, la separazione da tutto quello che è peccato.

altre qualità:

Su questa base, proseguiamo verso le altre qualità che fanno parte della vera sapienza, proveniente da Dio.

è pacifica: la vera sapienza è pacifica. Quest'aggettivo indica chi ama e promuove la pace. Di natura, l’uomo non è pacifico. Si agita, si arrabbia, serba rancore e tanti altri sentimenti negativi che possono portare alla divisione. La sapienza del mondo ha uno spirito di gelosia e di contesa. Essere pacifici è il contrario di tutto questo. Essere pacifici vuol dire impegnarsi per promuovere la vera pace con gli altri, e anche la pace fra l’uomo e Dio. Questo fa parte della vera sapienza.

è mite: un'altra qualità è di essere mite: questo termine descrive una persona che non ha alcun desiderio di vendetta. Quando subisce un'ingiustizia, lei rimane calma, fidandosi di Dio e trovando la sua pace e la sua gioia in Lui.

Questa è la qualità che vediamo in Gesù quando si trova davanti al sinedrio e poi davanti ai soldati romani. Leggo Isaia 53;7:

“Maltrattato e umiliato, non aperse bocca. Come un agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori non aperse bocca.” (Is 53:7 LND)

Chi è mite, porta pace e riduce la tensione ovunque vada.

è docile: la vera sapienza è docile: questa qualità dipinge chi si sottomette facilmente alle regole e alle richieste che gli vengono imposte, come ad esempio un ragazzo che entra a fare parte dell'esercito, e accetta senza problema le varie regole della vita militare. Egli fa tutto ciò che gli viene detto, senza sentirsi aggravato e a prescindere dal fatto che ogni cosa sia giusta oppure no.

Perciò, per un credente essere docile vuol dire accettare senza problema i comandamenti del Signore, e quello che la provvidenza di Dio permette nella sua vita. Questa è vera sapienza, perché le vie del Signore sono perfette e sono per il nostro bene. La vera sapienza riconosce questa realtà, anche quando non capisce il perché di una situazione. La fede in Dio, fa sì che il credente è docile poiché egli sa che Dio non sbaglia mai.

È piena di misericordia: la vera sapienza è piena di misericordia. Mostrare misericordia significa avere riguardo per coloro che soffrono o si trovano in situazioni difficili, e anche essere pronti a perdonare. Dio dimostra tanta misericordia con ciascuno di noi. La vera sapienza riconosce questo fatto, e perciò è piena di misericordia verso gli altri.

È piena di frutti buoni: la sapienza che viene dall’alto è anche piena di frutti buoni. Se la vita di una persona non è piena di frutti buoni, non c'è vera sapienza. Vi leggo la preghiera di Paolo per i credenti, in Filippesi 1, che vale anche per noi. Notate come la vera conoscenza e vero discernimento, che fanno parte della sapienza, sono collegati ai frutti della giustizia.

“9 E per questo prego che il vostro amore abbondi sempre di più in conoscenza e in ogni discernimento, 10 affinché discerniate le cose eccellenti e possiate essere puri e senza macchia per il giorno di Cristo 11 ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, alla gloria e lode di Dio.” (Fil 1:9-11 LND)

Quando cresciamo in vera sapienza, che è anche conoscenza e discernimento, essa ci porta necessariamente ad essere ripieni di frutti di giustizia, ossia ai buoni frutti del nostro brano in Giacomo. Questi frutti portano gloria e lode a Dio. Chi ha la sapienza che viene dall’alto, avrà una vita piena di buoni frutti.

È senza parzialità: la vera sapienza è senza parzialità. Essere parziali vuol dire fare delle distinzioni sbagliate e prendere decisioni per interessi, anziché compiere ciò che è giusto. Dio non usa parzialità, ed è un grave peccato essere parziali. La vera sapienza porta ad essere imparziali in tutti i nostri rapporti.

È senza ipocrisia: infine, la vera sapienza è senza ipocrisia. Non porta una maschera, non fa sembrare una cosa diversa da quella che è. La sapienza terrena spesso cerca di fingere per ottenere qualcosa. Anzi, la sapienza terrena considera molto importante e intelligente essere in grado di nascondere i veri sentimenti e pensieri, per arrivare ad affrontare meglio una situazione. Tale mentalità è veramente diabolica, ed è il contrario dell’amore cristiano. Avere vera sapienza dall’alto vuol dire essere completamente senza ipocrisia. Questo è il comportamento che viene benedetto da Dio.

Quindi, chi ha vera sapienza dall'alto non cerca di sfruttare una situazione per soddisfare i propri interessi, come fa chi ha una sapienza terrena. Piuttosto, chi ha vera sapienza si fida di Dio, sapendo che Egli lo curerà nel migliore dei modi, secondo il suo piano perfetto, per i suoi scopi eterni.

Chi ha la sapienza dall'alto segue Dio in tutto, ed è docile, mite, pieno di misericordia e di buoni frutti. Questi sono alcuni dei buoni frutti della sapienza dall'alto.

v.18 il frutto della giustizia

Il v.18 conclude il brano con una verità molta bella.

Or il frutto della giustizia si semina nella pace per quelli che si adoperano alla pace.” (Giacomo 3:18 LND)

La vita di fede, vissuta con la sapienza dall'alto, è una vita ricolma della giustizia di Dio. Questa giustizia produce molto frutto che si semina nella pace. Ossia, una persona piena della sapienza proveniente da Dio seminerà un frutto che porterà pace. Colui che è pieno di sapienza dall'alto avrà pace con Dio, avrà pace nei suoi rapporti con gli altri, e ne aiuterà alcuni ad essere in pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo. Chi vive secondo la sapienza dall’alto si adopererà per la pace.

Adoperarsi per la pace vuol dire proclamare e promuovere il Vangelo, perché solamente tramite la salvezza per fede in Gesù si può ottenere pace con Dio e poi pace con gli altri. Se vogliamo portare pace nel mondo, dobbiamo riconoscere che l’unica vera pace deve iniziare dalla pace con Dio, e che l’unico modo di avere la pace con Dio è per mezzo della salvezza in Gesù Cristo. Chi non ha il perdono dei propri peccati non ha pace con Dio, e non potrà mai avere vera pace. Quindi, adoperatevi per la pace, vivete per proclamare il Vangelo di Gesù Cristo. Chi vive così avrà una vita piena del frutto della giustizia e piena di vera pace.

Conclusione

Siamo giunti alla fine del passo esaminato, ed è chiaro che esiste un contrasto infinito fra quella che il mondo considera sapienza e la vera sapienza, la sapienza che viene dall’alto.

La sapienza del mondo porta a vivere per cercare di stare bene in questa vita, ignorando le realtà eterne, e produce una vita piena di gelosia, contese e tante altre cose malvagie. In realtà, la sapienza terrena è vera stoltezza.

La sapienza dall'alto, invece, è pura e genera mansuetudine, umiltà, e fede in Dio in ogni situazione. Essa produce tanti buoni frutti. Chi ha questa sapienza non cerca di difendersi, ma piuttosto, si adopera al compimento di buone opere e per la pace.

Capire la distinzione fra la sapienza terrena e la sapienza dall'alto è essenziale, ma è ancora più importante porsi la domanda seguente: quale sapienza stai cercando nella tua vita? Stai cercando di combattere per i tuoi diritti, di difenderti da offese e torti subiti e di fare strada nella vita?

Oppure, ti stai umilmente fidando di Dio, dei Suoi tempi, e della Sua provvidenza, impegnandoti per il bene degli altri e per la gloria di Dio?

In altre parole, stai ricercando la sapienza terrena o la sapienza dall'alto?

Vi esorto a ricercare la sapienza dall'alto, in Cristo Gesù. Umiliatevi, fidatevi di Dio. Non combattete per quelli che vi sembrano i vostri diritti; piuttosto, diventate miti e mansueti, e lasciate che Dio combatta per voi nel suo tempo e nel suo modo. Voi, lottate contro la vostra carne e il vostro peccato. Così, avrete la sapienza dall'alto, con il suo buon frutto. E così conoscerete la pace di Dio!

Questo è possibile per chi ha Gesù Cristo come Salvatore e Signore. Quindi, prima di tutto, cercate Gesù come Salvatore. Poi, seguite le orme di Gesù per vivere giorno per giorno secondo la sua volontà, e quindi con saggezza, finché non vedrete Dio. Viviamo così!